Il turismo nelle destinazioni: come la gestione degli impatti negativi ne determina il successo

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Il turismo nelle destinazioni: come la gestione degli impatti negativi ne determina il successo

Il successo delle destinazioni turistiche è il risultato di un’attenta gestione delle risorse che esse hanno da offrire. Un paradiso naturale, un’area protetta o una città metropolitana gestita in malo modo comporta non solo la perdita di valore di un’area specifica, ma anche la perdita di bene comune. Come si possono quindi gestire gli impatti negativi del turismo delle destinazioni? Monitoraggio, predisposizione all’azione in un’ottica di miglioramento continuo, valutazione periodica e supporto di professionisti del settore sono i passi essenziali da percorrere per il raggiungimento di uno standard di qualità elevato. È impensabile gestire adeguatamente ciò che non si conosce, e per conoscere è fondamentale monitorare.

La potenza economica ricoperta dal turismo e dall’industria dell’ospitalità a livello mondiale è ormai indiscussa, ed altrettanto indiscussi sono gli impatti economici, ambientali e sociali – positivi e negativi – che ne derivano.

Sappiamo che l’obiettivo ultimo del turismo sostenibile è quello di minimizzare gli impatti negativi e massimizzare quelli positivi, ma come fa una destinazione ad orientare in tal senso le proprie azioni e strategie? Nel corso degli anni sono nate molte realtà che supportano le destinazioni turistiche nel loro percorso di gestione sostenibile, una di queste è Green Destinations: una fondazione no-profit dei Paesi Bassi che ha sviluppato un Programma di Valutazione e Certificazione riconosciuto a livello internazionale dal Global Sustainable Tourism Council e che oggi è presente in tutto il mondo.

Il Programma garantisce un miglioramento continuo delle prestazioni, grazie a valutazioni periodiche e feedback che aiutano concretamente le destinazioni nell’individuazione della corretta direzione da intraprendere: il programma rende pratico da realizzare il concetto di sostenibilità, spesso piuttosto vago. Grazie a Green Destinations è possibile individuare quegli aspetti critici di una destinazione dove è necessario effettuare dei miglioramenti e tenere traccia dei progressi nel tempo, consentendo così di progredire tra i vari livelli del Programma fino all’ottenimento della Certificazione. Le destinazioni reputano utile disporre di una valutazione esterna indipendente effettuata su base biennale al fine di mantenere nel tempo il focus su visione, obiettivi e intenzioni di sostenibilità, ottenendo linee guida sugli aspetti su cui concentrarsi.

Un aspetto non meno importante è quello della visibilità internazionale offerta dalla partecipazione alla conferenza Global Green Destinations Day ed all’ITB di Berlino; in tali occasioni le destinazioni sono solite scambiare esempi di buone pratiche e ricevere i Certificati di premiazione e certificazione. Alle destinazioni virtuose è poi riconosciuta visibilità all’interno del network “Green Destinations Collection”, sui Social Media e su piattaforme di prenotazione online. Non manca la visibilità locale: le destinazioni premiate e certificate possono esporre e far sventolare la bandiera di Green Destinations in tutta la destinazione, sinonimo di una gestione di successo dell’intero territorio.

Abbiamo intervistato Albert Salman, Fondatore e Presidente di Green Destinations, per conoscere la sua opinione in merito al periodo che stiamo vivendo con il Covid-19 e per raccontarci come le destinazioni stanno rispondendo all’emergenza grazie al supporto professionale dei suoi operatori.

  1. Cosa pensi della situazione generata dal COVID-19: che impatto ha e avrà sulle destinazioni? Come cambierà la gestione del turismo?

Il COVID-19 non ha solo impatti devastanti sulle imprese turistiche, ma anche sulle organizzazioni che gestiscono le destinazioni (DMO_Destination Management Organization). Queste sono spesso supportate economicamente attraverso la tassa di soggiorno e le licenze delle imprese turistiche o addirittura dallo sfruttamento delle spiagge. I  gestori turistici dovranno essere più rigorosi nell’affrontare gruppi di turisti propensi al clima festoso che talvolta abusano di alcool nei luoghi pubblici, la condivisione di alloggi, le invasioni di crocieristi e l’overtourism. La resistenza delle comunità locali contro questi eccessi aumenterà enormemente. Queste tendenze sono già visibili in molti luoghi.

 

  1. Che azioni dovrebbero introdurre le destinazioni per reagire in maniera adeguata?

La salute e la sicurezza dovrebbero rimanere al primo posto. I ‘gestori delle destinazioni’ dovrebbero continuare a fornire più spazio per i propri residenti e per un numero limitato di visitatori, a spese di auto e moto. Solo i veicoli elettrici dovrebbero essere ammessi nei centri urbani e nelle città, in modo da migliorare la qualità dell’aria. I gruppi di turisti ubriachi e rumorosi non dovrebbero più essere tollerati negli spazi pubblici. Il turismo di massa dovrebbe essere più localizzato nei resort, separato dai centri cittadini e dai residenti.

  1. GD come sta affrontando il tema?

Attualmente Green Destinations sta adattando e migliorando le sue raccomandazioni ai destination manager. Stiamo studiando in particolare come tenere conto della “consapevolezza dei virus”. Pensiamo che questo nuovo approccio non debba essere temporaneo: dovrebbe andare oltre la situazione di COVID-19 perché la “consapevolezza dei virus” sta portando a soluzioni reali per problemi reali nel turismo così come si è sviluppato negli ultimi 5-10 anni.

 

L’implementazione di una strategia di successo e la gestione sostenibile del turismo non si possono improvvisare: è necessario adottare un approccio sistemico e rigoroso che consenta un miglioramento a lungo termine in grado di incidere sulla competitività della destinazione.

 

Maggiori informazioni sui Green Destinations Programmes sono contenute nella versione in  italiano e in inglese della “Programme Brochure”. Per qualsiasi richiesta scrivere a contact@greendestinations.org o alla Referente per l’Italia Martina Catte a martina@greendestinations.org

By | 2020-08-16T13:36:48+00:00 agosto 16th, 2020|COVID-19, environment, sustainability|0 Comments

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