CIBO A KM ZERO NEL RISTORANTE DELL’HOTEL: UNA GARANZIA PER L’ECONOMIA LOCALE

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CIBO A KM ZERO NEL RISTORANTE DELL’HOTEL: UNA GARANZIA PER L’ECONOMIA LOCALE

Il cibo a km zero è un termine che indica il cibo prodotto, venduto e consumato localmente; il cibo che percorre zero chilometri dal produttore al consumatore.

Principalmente si riferisce a frutta, verdura, formaggio e carne che non provengono da stabilimenti industriali e che non attraversano le grandi catene commerciali globali.

Perché questo concetto è rilevante per lo sviluppo sostenibile? Andiamo a vedere insieme alcune delle ragioni!

Vi è un importante aspetto ecologico che non può essere tenuto nascosto: poiché non vi è alcun trasporto, di conseguenza l’ambiente non soffre dell’inquinamento sia diretto che indiretto che ne deriva dalle fasi di produzione.

Sia i paesi che le comunità locali dovrebbero avere il diritto e la possibilità di coltivare i propri prodotti alimentari e diminuire la dipendenza dalle grandi catene internazionali.

Inoltre, il cibo a km zero è un aspetto caratterizzante dal punto di vista turistico e del marchio nazionale. Ogni paese ha il proprio cibo tradizionale, più o meno famoso, a seconda della località. Queste tradizioni dovrebbero essere mantenute, sia per orgoglio del Paese stesso che lo produce, sia per i prodotti tipici che lo contraddistinguono.

Molte persone viaggiano solamente con lo scopo di assaggiare il cibo tipico del posto, prodotto localmente e che non può essere trovato altrove. Questo è il ruolo enorme dei prodotti a km zero: valorizzare la produzione locale e recuperare il legame con il territorio imparando a conoscere i sapori tipici e le tradizioni gastronomiche.

A tracciare il trend di crescita del fenomeno è il Food Travel Monitor: il 49% dei turisti internazionali viaggia per il piacere di mangiare e sceglie le proprie destinazioni non più, e non solo, in base al luogo ma per quello che là si può assaggiare.

Il più importante studio internazionale sul turismo enogastronomico presentato da World Travel Association afferma che sono 11 i Paesi in cui è stata condotta la ricerca: Italia, Francia, Germania, Irlanda, Regno Unito, Spagna, Australia, Cina, Messico, India, e Stati Uniti. Italia, Francia e Giappone i paesi che si posizionano sul podio.

Gli alimenti a km zero, definiti anche con il termine più tecnico “a filiera corta”, sono dei prodotti locali, come abbiamo detto, che vengono venduti o somministrati nelle vicinanze del luogo di produzione; sono prodotti che offrono maggiori garanzie di freschezza proprio per l’assenza, o quasi, di trasporto e di passaggio.

Recentemente si è conclusa la 4° edizione del UNWTO World Forum on Gastronomy Tourism, il Forum mondiale sul turismo enogastronomico organizzato dall’Organizzazione mondiale per il turismo (UNWTO), insieme con il governo della Thailandia e il Basque Culinary Centre (centro culinario basco per la formazione, ricerca e innovazione del settore gastronomico a vocazione internazionale). Il convegno è stato caratterizzato dalla presenza di operatori del settore, organi istituzionali ed esperti accademici provenienti da 52 Paesi riunitisi per discutere delle possibili opportunità di collaborazione.

Il turismo enogastronomico, concludendo, ha il potere di costruire la base per uno sviluppo sostenibile del territorio attraverso la nascita di politiche e strategie atte a preservare le identità culinarie, la crescita e la partecipazione delle comunità coinvolte.

 

2018-10-05T20:01:23+00:00

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